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Primo anniversario del “piompo fuso”
Gli attacchi israeliani sono stati effettuati per condannare Hamas, pero’ hanno colpito un milione e mezzo palestinesi.
pubblicata 10.01.2010 15:39:34 UTC
aggiornamento 10.01.2010 15:39:34 UTC

Il 27 dicembre 2009 é stato il primo anniversario del “piompo fuso”. Gli attacchi israeliani sono stati effettuati per condannare Hamas, pero’ hanno colpito un milione e mezzo palestinesi. Durante 22 giorni aerei da guerra hanno lanciato missili e bombe sulle sedi delle amministrazioni, sulle abitazioni e sui civili innocenti. Negli attcchi hanno distrutto la maggior parte delle sedi della polizia nella Striscia e hanno ucciso più di 1500 persone, ferendone migliaia. Centinaia di migliaia di persone sono rimaste senza tetti.

Portiamo alla vostra conoscenza la valutazione in merito del professore Ramazan Gözen, il presidente del dipartimento delle scienze politiche e delle relazioni internazionali dell’Università di Çankaya.

Purtroppo gli attacchi israeliani che hanno provocato tanto dolore, sono stati cessati da nessuno stato e da nessuna organizzazione internazionale. Alcuni paesi e soprattutto la Turchia hanno realizzato le iniziative diplomatiche per mettere a fine gli attacchi. Pero’ hanno ottenuto nessun risultato. Quando Israele ha proclamato la tregua il 18 gennaio 2009, Gaza era gia’ distrutta.

L’unica cosa da fare dopo questa tregua ritardata era ridurre i dolori, guarire le ferite della guerra, ricostruire le case distrutte e trasportarla gli aiuti di prima necessita’ come i beni alimentari, e medicina. Con questo scopo è stato preparato il pacchetto d’aiuto di migliaia di dollari con contributo di tanti paesi.

Pero’ questi aiuti non sono potuti raggiungere a Gaza a causa dell’embargo d’Israele. Israele quasi da un anno non permette al trasporto degli aiuti, tranne quelli di prima necessita’. In altre parole, continua ad imporre embargo contro Gaza. Ora, a causa dell`embargo israeliano nella Striscia di Gaza, più di 1 milione e mezzo di persone in condizioni drammatiche vengono abbandonati alla morte.

Purtroppo questa tragedia si vive davanti agli occhi di tutta la umanita’ e di tutti gli stati. Questa tragedia in realta é una questione dei diritti dell’uomo. Una questione che centrano tutti, dalle organizzazioni dei diritti dell’uomo alla corte dei diritti dell’uomo.

Quella di Israele non è solo una tragedia umanitaria ma anche una violazione della legge internazionale. Gia, é stato approvato dal Consiglio dei diritti dell’uomo dell’ONU il rapporto preparato dal giudice Sudafricano Goldstone. Il rapporto contiene le testimonianze e le prove raccolte dal giudice Sudafricano Goldstone, nelle sue indagine a Gaza. Sono le prove che Israele ha commesso dei crimini di guerra nella sua aggressione a Gaza contro i civile palestinesi: 1400 fra cui più di 450 bambini. Oltre a questo c’è l’accusa di Israele di sperimentazione di nuove armi proibite internazionalmente, e la distruzione sistematica della infrastruttura già limitata e fragile di Gaza, che subisce un embargo imposta dallo stesso stato di Israele. È il primo rapporto redatto dalla stessa Commissione dell’ONU, ed è anche la prima volta che condanna in modo chiaro e trasparente il criminale operato di Israele, con la possibilità di processare Israele ed i suoi dirigenti come criminali di guerra.

Finalmente il segretario generale dell’ONU Ban Ki-Moon ha chiesto a Israele di annullare l’embargo e di permettere alla ristrutturazione di Gaza e di rispettare alla legge internazionale. In più, un tribunale britannico aveva spiccato un mandato di cattura nei confronti dell'ex ministro degli Esteri e attuale leader di Kadima, Tzipi Livni, per il suo coinvolgimento nell'offensiva israeliana dello scorso inverno nella Striscia di Gaza. Pero’, ne il rapporto di Goldstone, ne il consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, e ne la sentenza del tribunale inglese sono riusciti a bloccare l’Israele. Anzi, il primo ministro Gordon Brown ha chiesto scusa all’interessata e il ministro degli Esteri, David Milliband, ha assicurato che il governo si sarebbe impegnato per modificare la legge che garantisce ai tribunali del Regno Unito una giurisdizione universale in materia di crimini di guerra. Ne i paesi membri dell’ONU, ne gli Usa, Francia, Cina, Russia hanno fatto un passo da rinunciare Israele dai suoi attacchi.

In realtà non serve niente ad aspettare un passo da questi paesi da condannare Israele secondo la legge internazionale. Già il massacro di Gaza non era il primo e unico esempio fatto dall’Israele. Israele a partire dagli anni 50 tante volte ha attaccato al territorio palestinese, anzi ha bombardato le sedi statali del governo palestinese nel 2004-2005. Pero’ gli attori e le organizzazioni internazionali non sono riusciti a prendere le misure necessari e efficaci contro l’offensiva israeliana.

Le condanne e le proteste sono l’unica cosa rimasta nella mano dalla legge internazionale e dalle organizzazioni internazionali. Come sempre in tanti paesi le persone hanno protestato l’offensiva israeliana. Una di queste iniziative è il convoglio di “Viva palestina”. Il convoglio è composto da circa 250 veicoli e da mille persone provenienti dai 43 di paesi diversi. Il convoglio britannico è partito da Londra e prendeva di mira raggiungere a Gaza i veicoli carichi di aiuti umanitari il 27 dicembre 2009, l’anniversario dell’offensiva israeliana contro Gaza. Però, a causa dell’embargo dell’Egitto e di Israele non è riuscito a realizzarlo in tempo. Nonostante le iniziative diplomatiche dei paesi, incluso la Turchia, non è riuscito ad entrare a Gaza nella data prevista, cioe’ il 27 dicembre.

Di conseguenza, accanto agli stati e alle organizzazioni internazionali, neanche quelle del popolo civile sono riuscite a bloccare Israele. Su questo punto si deve chiedere il motivo principale di queste iniziative fallite. Perchè i paesi o le organizzazioni non riescono a cessare Israele. Perchè non si riesce ad applicare le sanzioni contro Israele. Quindi cerchiamo di rispondere a queste domande alla prossima puntata.





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