pubblicata 22.12.2009 13:28:01 UTC
aggiornamento 22.12.2009 13:37:19 UTC
Da tempo sia nell'occidente che in Turchia, continuano incessancte le discussioni relative alla direzione della politica estera turca. Alcuni scrittori sostengono che Turchia stia cambiando la direzione dall'occidente all'oriente. Le tesi del genere dipendono dall'intenso traffico di diplomazia eseguito dalla Turchia negli ultimi mesi.
Turchia ha realizzato negli ultimi mesi, delle iniziative molto importanti nel Medio Oriente, nell'Asia Centrale e meridionale ed in Caucaso. Ha firmato circa 100 accordi con Siria, Iran, Pakistan, Iraq ed Armenia. Essi accordi fissa come obiettivo un'intensa collaborazione su terrorismo, abolizione del visto, economia ed energia. Alcuni di essi accordi mirano a creare un'integrazione, mentre gli altri, a risolvere le questioni nella politica estera turca che esistono da secoli. Ovviamente essi sviluppi hanno registroto un gran cambiamento nella classica politica estera turca.
Pero, questo è un cambiamento come lo credono gli scrittori? Cioè, la politica estera turca non è piu rivolta all'occidente ma il mondo islamico?
A questa domanda, la mia risposta sarebbe 'NO' con 3 motivi principali.
Per primo, la politica estera turca non sta andando contro la filosofia e le norme dell'Unione Europea. La politica estera europea consiste in dialogo, collaborazione, pluralismo, diplomazia ed integrazione economica. Già, le iniziative realizzate cambia il pensiero 'Siamo circondati dai nemici', e porta il motto 'niente problema con gli stati confinanti'. Quest'è coerente ai criteri di Copenaghen. Ad esempio, le decisioni del vertice di Helsinki del 1999 chiede dagli stati candidati di risolvere le proprie questioni nell'ambito delle norme dell'Onu e di sforzarsi di più per risolvere le questioni di confine nel modo pacifico.
Dall'altra parte, Olli Rehn, commissario europeo responsabile dell'allargamento, ha appoggiato tutte esse iniziative nel rapporto dell'avanzamento 2009. La Commissione Europea e e gli stati comunitari considerano le iniziative come dei passi per portare pace regionale, stabilita e sicurezza. Ed in più, Turchia sta facendo delle cose che l'UE non riesce a fare.
Il mio secondo punto sarebbe la visione degli Stati Uniti. Come l'Unione Europea anche gli Stati Uniti appoggiano le iniziative della Turchia. Anche se esse iniziative servono principalmente agli interessi turchi, hanno la potenziale di contribuire alla nuova politica americana nella regione. Sia premier Erdogan che ministro degli esteri Davutoglu hanno annunciato che sono nella stessa direzione gli interessi della Turchia e dell'amministrazione Obama.
L'obiettivo principale delle iniizative e rendere più prospero, sicuro e stabile la Turchia. Ma allo stesso tempo, le iniziative mirano a realizzare questi interessi comuni: eseguire una politica basata su diplomazia, pace e dialogo invece di quella di Bush, risolvere con la diplomazia il problema nucleare iraniano, rendere Iraq piu stabile e sicuro dopo il rititro dei soldati statunitensi, allontanare gli attori come Siria e Hamas dall'influenza dell'Iran nel risolvere la questione di Palestina, riuscire nell'intento nel combattimento contro il terrorismo in Afghanistan, rafforzare pace e collaborazione tra gli stati confinanti per creare una stabilità regionale e prendere l'appoggio del Pakistan nel combattimento contro il terrorismo.
L'amministrazione Obama crede di realizzare maggior parte di essi obiettivi con la collaborazione turco-statunitense. E per questo, Turchia è stata uno dei primi paesi che Obama ha visitato ufficialmente dopo essere eletto presidente.
Ed ultimamente, perchè esse iniziative mira ad instaurare un’ordine più stabile nella regione, anche gli attori globali come la Russi le apoggiano. Già, Turchia cerca di risolvere le questione nel Medio Oriente ed in Caucaso con metodi pacifici.
Poi, alla firma dei protocolli tra Turchia ed Armenia, erano presenti i leader delle potenze globali come Francia, UE, Russia, e Stati Uniti.
Tutto questo dimostra che le iniziative considerate positive dagli stati occidentali come Stati Uniti, Francia, Inghilterra e tutti gli stati membri dell’UE, non possono essere percepite come rivolgersi all’oriente.