pubblicata 05.02.2010 14:27:22 UTC
aggiornamento 05.02.2010 14:27:22 UTC
Questa settimana analiziamo due oggetti importanti della nostra agenda. Inizialmente vi parliamo del primo parlamentare turco, eletto alla presidenza dell’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa e poi esamineremo la bozza di mozione preparata da Ria Oomen Rujiten, il relatore per Turchia del parlamento europeo.
Nella storia del Consiglio d’Europa, per la prima volta un parlamentare turco è stato eletto alla presidenza dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa. Mevlüt Çavuşoglu, il deputato da Antalya del partito per lo sviluppo e la giustizia. “Non immaginavo mai che un giorno sarei stato il presidente dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa che rappresenta 800 milioni di persone. Succedendo allo spagnolo Lluís Maria de Puig, Cavusoglu diviene il 25° presidente dell'Assemblea parlamentare ed il primo turco ad occupare questa carica dall'adesione della Turchia al Consiglio d'Europa, nell'agosto del 1949. Çavusoglu ha partecipato alle elezioni nel Consiglio Generale, candidato dal gruppo democratico d’Europa.
La Turchia, a partire dal novembre 2010, ricoprira per sei mesi la carica di presidenza del Consiglio dei Ministri, che è organo di decidere del Consiglio d’Europa.
“L’aumento dell’intolleranza e delle discriminazioni” una delle “grandi sfide per le nostre società”. “Dobbiamo costruire la nostra casa comune europea su una società aperta, rispettosa delle diversità e che rifiuti l’esclusione, la discriminazione, la paura e l’odio. Dobbiamo sradicare il razzismo, l’antisemitismo e l’islamofobia” ha detto Cavusoglu durante il suo primo incontro con la stampa come neo presidente dell'Assemblea.
''Sono il primo presidente dell'Assemblea parlamentare nato a est di Vienna. Per 60 anni i presidenti sono stati parlamentari provenienti da soltanto dieci Paesi'', ha sottolineato Cavusoglu durante il suo discorso. Secondo Mevlut Cavusoglu, la sua presidenza “aiutera' la Turchia a raggiungere gli standard europei e ad accedere all'Unione Europea''. A tale riguardo, Cavusoglu ha sottolineato che ''la Turchia ha fatto molto, ma non tutto cio' che deve'', ma ha anche precisato che ''l'Unione europea dovrebbe incoraggiare il processo e non erigere barriere''. A chi gli domandava quale consiglio darebbe ad Ankara per facilitare il processo di adesione alla Ue, Cavusoglu ha risposto di ritenere l'attuale Costituzione ''uno degli ostacoli''.
La bozza di mozione, presentata dal relatore olandese Ria Oomen-Ruijten, è stata approvata da 60 deputati della Commissione (11 astenuti) e verrà votata dall’Europarlamento l’11 febbraio. Le deliberazione e i rapporti, approvati dal parlamento europeo non ha un carattere vincolante durante il processo di negoziati dei paesi candidati. Pero’ il parlamento europeo deve approvare la candidatura del paese candidato alla conclusione del processo di negoziati.
Con la collaborazione tra i democratici, liberali e socailisti cristiani sulla proposta di emandamento, si è aggrevato il paragrafo riguardante il Cipro del documento. Il relatore Oomen-Rujiten, durante la conferenza stampa in seguito alla votazione, ha ritenuto responsabili i socialisti e i liberali per il paragrafo troppo grave su Cipro.
Nella bozza si indica di accogliere con favore la strategia delle riforme giudiziarie della Turchia e si chiede alla Turchia di adattare la propria giustizia ai standard europei della Corte europea. Oomen Juijten inoltre chiede all’organizzazione teroristica PKK di mettere fine agli attacchi terroristici e di rispondere all’iniziativa politica del governo turco.
Il membro del gruppo socialisto del parlamento europeo Emine Bozkurt ha detto ciò che segue nella sua spiegazione sul rapporto:
“Le espressioni relative a Cipro, citate nel rapporto, non contribuiscono alla risoluzione. A Cipro attualmente sono in corso i negoziati. Dobbiamo evitare di influenzare negativamente il processo dei negoziati”.
Il membro del gruppo liberale del parlamento europeo Metin Kazak ha detto di essere contrario al paragrafo relativo a Cipro del rapporto perchè non aiuta affrontare una risoluzione.